Calcolatore Ritenuta d'Acconto
Sei un freelance, un professionista o un lavoratore autonomo? Utilizza questo calcolatore gratuito per determinare la ritenuta d'acconto, il netto che riceverai dal cliente e il totale della fattura. Puoi includere IVA, contributi previdenziali e spese accessorie, oppure simulare una fattura in regime forfettario.
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Il calcolo applica l'aliquota di ritenuta scelta alla base imponibile indicata, escludendo l'IVA.
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Che cos'è la ritenuta d'acconto?
La ritenuta d'acconto è una somma che il cliente trattiene dal compenso di un professionista o lavoratore autonomo e versa direttamente all'Agenzia delle Entrate, quando agisce come sostituto d'imposta e la normativa prevede tale obbligo.
Non si tratta normalmente di un'imposta aggiuntiva: è un anticipo sulle imposte sul reddito che il professionista dovrà determinare nella propria dichiarazione. La ritenuta subita viene infatti considerata nel calcolo delle imposte dovute.
Per molti compensi derivanti dall'esercizio abituale di arti e professioni, l'aliquota ordinaria è pari al 20% della parte imponibile del compenso, secondo le disposizioni dell'articolo 25 del DPR 600/1973.
Come si calcola la ritenuta d'acconto?
Il calcolo ordinario consiste nel moltiplicare la base imponibile soggetta a ritenuta per l'aliquota applicabile.
Ad esempio, se un professionista emette una fattura con un compenso di 1.000 € e deve applicare una ritenuta del 20%, la ritenuta sarà di 200 €.
L'IVA non entra normalmente nella base di calcolo della ritenuta. Anche contributi previdenziali e spese devono essere trattati secondo la loro specifica natura fiscale.
Esempio di calcolo con IVA al 22%
Consideriamo un professionista in regime ordinario con un compenso di 1.000 €, una rivalsa INPS del 4% e IVA al 22%. Nell'esempio la rivalsa INPS concorre alla base della ritenuta e alla base IVA.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso professionale | 1.000,00 € |
| Rivalsa INPS 4% | 40,00 € |
| Base imponibile IVA | 1.040,00 € |
| IVA 22% | 228,80 € |
| Base ritenuta d'acconto | 1.040,00 € |
| Ritenuta d'acconto 20% | -208,00 € |
| Totale fattura prima della ritenuta | 1.308,80 € |
| Netto da incassare | 1.100,80 € |
Il cliente paga quindi 1.100,80 € al professionista e versa 208,00 € all'Erario come ritenuta d'acconto.
Ritenuta d'acconto e regime forfettario
I professionisti che applicano il regime forfettario normalmente non subiscono la ritenuta d'acconto sui compensi relativi all'attività svolta in tale regime.
La Legge 190/2014, al comma 67, stabilisce che i compensi relativi al reddito soggetto al regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta da parte del sostituto d'imposta. Il contribuente deve rilasciare un'apposita dichiarazione al committente.
In generale, il regime forfettario prevede inoltre che il professionista non addebiti l'IVA in fattura, salvo specifiche situazioni previste dalla normativa.
Se vuoi approfondire questo regime, puoi utilizzare anche il nostro calcolatore del regime forfettario.
La rivalsa INPS del 4% e la ritenuta
Alcuni professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS possono addebitare al cliente una rivalsa del 4% sui compensi. Questa maggiorazione rappresenta un rapporto economico tra professionista e cliente: il professionista resta responsabile del versamento dei propri contributi previdenziali all'INPS.
Dal punto di vista fiscale, la rivalsa del 4% addebitata in fattura concorre generalmente alla base imponibile della ritenuta d'acconto e alla base imponibile IVA.
Contributi integrativi delle Casse professionali
Non tutti i contributi previdenziali hanno lo stesso trattamento. Per alcune Casse professionali, il contributo integrativo addebitato in fattura può essere escluso dalla base della ritenuta d'acconto.
Per questo motivo il calcolatore permette di decidere se includere o meno il contributo previdenziale nella base della ritenuta. Verifica sempre le regole della tua Cassa professionale prima di emettere una fattura.
Ritenuta d'acconto sulle prestazioni occasionali
Anche i compensi derivanti da prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono essere soggetti alla ritenuta d'acconto del 20%, quando il committente è un sostituto d'imposta.
È importante non confondere la ritenuta fiscale con la soglia di 5.000 € relativa ai contributi INPS per il lavoro autonomo occasionale. Si tratta di due questioni differenti: il superamento o meno di tale soglia non determina automaticamente l'esenzione dalla ritenuta fiscale.
Chi deve versare la ritenuta d'acconto?
Quando il committente è un sostituto d'imposta, è generalmente quest'ultimo a trattenere la ritenuta dal compenso e a versarla all'Erario. Il professionista riceve il compenso al netto della trattenuta e potrà tenere conto della somma nella dichiarazione dei redditi.
Per i compensi di lavoro autonomo, il codice tributo 1040 è utilizzato per il versamento delle ritenute relative all'esercizio di arti e professioni, secondo le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.
- La ritenuta ordinaria per molti compensi professionali è del 20%.
- L'IVA non viene normalmente inclusa nella base della ritenuta.
- Il regime forfettario è generalmente escluso dalla ritenuta sui propri compensi.
- La rivalsa INPS del 4% concorre normalmente alla base della ritenuta.
- Alcuni contributi integrativi delle Casse professionali hanno regole differenti.
- La ritenuta è un anticipo delle imposte, non un costo aggiuntivo automatico.
Domande frequenti sulla ritenuta d'acconto
Come si calcola la ritenuta d'acconto?
Per i normali compensi di lavoro autonomo, la ritenuta d'acconto è generalmente pari al 20% della base imponibile soggetta a ritenuta. Si calcola al netto dell'IVA. La base può comprendere anche alcune maggiorazioni previdenziali e spese addebitate al cliente.
La ritenuta d'acconto è sempre del 20%?
Il 20% è l'aliquota ordinaria per molti compensi di lavoro autonomo, ma esistono fattispecie con regole e aliquote differenti. Il calcolatore permette di modificare la percentuale per effettuare simulazioni.
I professionisti in regime forfettario applicano la ritenuta d'acconto?
In generale, i compensi dei contribuenti in regime forfettario non sono assoggettati a ritenuta d'acconto. Il professionista deve rilasciare al committente un'apposita dichiarazione relativa al regime applicato.
La ritenuta d'acconto si calcola anche sull'IVA?
No. Nella normale fattura di un professionista, la ritenuta d'acconto viene calcolata sulla base imponibile soggetta a ritenuta, escludendo l'IVA.
La rivalsa INPS del 4% è soggetta a ritenuta?
Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, la rivalsa del 4% addebitata al cliente concorre generalmente alla base imponibile della ritenuta d'acconto. Per i contributi integrativi delle Casse professionali possono valere regole differenti.
La ritenuta d'acconto è un'imposta aggiuntiva?
No. È un anticipo delle imposte sul reddito del professionista. Il committente trattiene una parte del compenso e la versa al Fisco. Il professionista potrà considerare la ritenuta subita nella propria dichiarazione dei redditi.
Si applica la ritenuta sulle prestazioni occasionali?
Quando il committente è un sostituto d'imposta, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono generalmente soggette alla ritenuta del 20%. La soglia di 5.000 euro relativa ai contributi INPS non costituisce una franchigia che elimina automaticamente la ritenuta fiscale.
Chi versa la ritenuta d'acconto?
Quando è previsto l'obbligo, il committente che opera come sostituto d'imposta trattiene la somma dal compenso e la versa all'Erario. Il professionista riceve il netto e può utilizzare la ritenuta come credito nella propria dichiarazione.
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